È l'ultimo giorno dell'emozionante The Ocean Race Atlantic e per Francesca e il suo equipaggio a bordo di 11th Hour Racing – Alberto Bona, Elodie-Jane Mettraux, Will Harris e il reporter di bordo Julien Champolion – la battaglia per il podio e la vittoria si sta decidendo proprio sul traguardo.
Nella fase di avvicinamento alla zona di esclusione al largo di Ushant, 11th Hour Racing stava lottando testa a testa con United by the Ocean di Paul Meilhat per il secondo posto dietro al leader DMG Mori Global One, quando l’imbarcazione ha subito il primo grave problema tecnico dall’inizio della regata.
Il meccanismo che permette all’equipaggio di regolare l’inclinazione del foil di sinistra si è danneggiato, impedendo così di regolarne l’angolo ottimale per raggiungere la massima velocità. Risolvere il problema ed effettuare riparazioni di emergenza ha comportato un rallentamento, costando miglia preziose.
A un certo punto 11th Hour Racing è arrivata a trovarsi a più di 10 miglia di distacco da United by the Ocean, ma la buona notizia di questa mattina è che Francesca e il suo equipaggio stanno recuperando terreno su entrambe le imbarcazioni che li precedono.
Grazie a una rotta leggermente più al largo rispetto al leader DMG Mori, entrambe le imbarcazioni inseguitrici stanno riducendo il distacco grazie a un vento più sostenuto, con United by the Ocean a meno di due miglia da DMG Mori e 11th Hour Racing solo un paio di miglia più indietro, ma decisamente più veloce.
Dietro alle prime tre, Team Malizia, con al timone Boris Herrmann, che ha dovuto affrontare anch'esso un problema al foil, non è ancora fuori dai giochi e si trovava a meno di 20 miglia da DMG Mori quando l'avvincente regata transatlantica è entrata nel suo atto finale.
Naturalmente, Francesca è sembrata delusa dal fatto che lei e il suo team abbiano dovuto rallentare per risolvere il loro primo serio problema tecnico in questa regata. “Abbiamo dovuto rallentare e, in pratica, non possiamo regolare l’inclinazione del foil, quindi abbiamo un’inclinazione fissa e così resterà fino al traguardo,” ha spiegato. “Non è certo la situazione ideale, soprattutto considerando che dobbiamo tenere il passo delle barche davanti a noi e che il Malizia sta recuperando terreno piuttosto rapidamente.”
Tuttavia, la skipper di 11th Hour Racing è riuscita anche a dare un’interpretazione filosofica a questa battuta d’arresto. “È quello che è”, ha detto. “Fa parte del gioco. Finora non abbiamo avuto molti problemi. Perciò stiamo semplicemente gestendo la situazione. Abbiamo dovuto rallentare un paio di volte per rimediare al problema. Abbiamo ripreso velocità, ma ovviamente le altre barche in testa sono purtroppo un po’ più avanti.”
Francesca guarda comunque avanti, alla ricerca di opportunità nelle ultime miglia di regata, quando è previsto che il vento si indebolisca ulteriormente man mano che le barche si avvicinano al traguardo al largo di Lorient. “Sappiamo che la situazione diventerà piuttosto complicata e che dovremo gestire bene la strategia. Penso che non sia finita fino al traguardo: tra le correnti e la gestione delle ultime miglia di regata, sarà piuttosto snervante”, ha detto.
“Stiamo cercando di mantenere il nostro sistema di turni di guardia”, ha continuato.“Dobbiamo assicurarci che tutti siano riposati. Probabilmente le ultime sei ore di regata saranno un po’ più intense, con tutto l’equipaggio impegnato. Ma fino ad allora cerchiamo di riposarci il più possibile per poter spingere la barca alla massima velocità”.
Francesca ha sintetizzato la determinazione di tutti a bordo a concludere la regata nel miglior modo possibile: “Non ci arrenderemo fino alla fine. Ad essere sincera, preferisco lottare per salire sul podio e vivere una regata come questa, estremamente motivante con tutte le barche così vicine tra loro, piuttosto che navigare lontano dagli altri per giorni e giorni.”
“È stato davvero divertente,” ha detto, “non solo per voi che ci seguite, ma anche per noi, abbiamo raccolto dati davvero preziosi per la barca e per me personalmente in vista delle prossime regate. Insomma, è una grande battaglia anche dopo 3.000 miglia e siamo ancora a pochi minuti l’uno dall’altro. È pazzesco… stiamo a vedere cosa succede."
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