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CARIBBEAN 600

Caribbean 600: Black Jack 100 vittoriosa dopo un duello epico con Leopard 3

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redazione

Black Jack 100 di Remon Vos, timonata da Tristan Le Brun, ha conquistato la Line Honours tra i monoscafi alla RORC Caribbean 600, completando le 600 miglia del percorso in 1 giorno, 20 ore, 31 minuti e 36 secondi.

Dietro quel tempo finale si nasconde uno dei più avvincenti match race tra 100 piedi mai visti nella storia dell’evento. Da una parte il Farr 100 Leopard 3, con Joost Schuijff al timone e Chris Sherlock skipper, barca che ha scritto pagine importanti della Caribbean 600. Dall’altra Black Jack 100, ex leggendaria Alfa Romeo II, rinata e perfezionata per esprimere ancora più velocità offshore. Per lei si trattava dell’esordio alla Caribbean 600 con un nuovo team, dopo le vittorie assolute tra i monoscafi alla Rolex Fastnet Race e alla Rolex Middle Sea Race.

Botta e risposta fin dalla partenza

Allo start è Leopard 3 a dettare il ritmo, precisa e potente nell’approccio alla linea. Di bolina la barca di Schuijff si dimostra subito efficace e passa in testa con 17 secondi di vantaggio.

“Leopard è più pesante e ha più momento raddrizzante,” ha spiegato Le Brun. “Con 15-20 nodi di vento di bolina sapevamo che sarebbe stata più veloce.”

Ma già a Barbuda la situazione si ribalta: la potenza di Black Jack alle andature portanti vale un margine di 2’14”. A Nevis il vantaggio sale a 12’22”, prima di ricompattarsi a Saba (3’59”) e St. Barts (1’33”). La regata resta serratissima per tutto il tratto settentrionale del percorso.

“È come se avessimo avuto tre partenze,” ha raccontato Le Brun. “La prima allo start, poi una ripartenza a St Kitts e Nevis per l’ombra del vento, e un’altra ancora a Guadalupa.”

Guadalupa, il momento chiave

L’ombra del vento a ovest di Guadalupa ha spesso deciso le sorti della regata, e anche quest’anno è stata determinante. Il navigatore di Black Jack, Max Deckers, sceglie una strategia chiara: restare il più vicino possibile alla costa, puntando sulla rotta più corta e su una transizione più rapida.

La scelta paga e Black Jack riparte con precisione nella brezza in calo, mentre Leopard perde terreno. Tuttavia, di nuovo di bolina dopo Guadalupa, Leopard sfrutta la propria forza e a La Désirade torna temporaneamente in testa con 6’29” di margine. Un’ulteriore dimostrazione di quanto l’equilibrio fosse sottile.

Potenza pura alle portanti

Il tratto tra La Désirade e Barbuda è quello che decide la regata. Black Jack 100 mostra tutta la sua potenza offshore: la configurazione a tre vele di prua – due staysail interni al Fr0J0 (Fractional J-Zero) – e un lungo bompresso che permette di aprire l’angolo a 110-120° di TWA.

“Appena abbassiamo la prua, la barca si accende,” ha detto Le Brun.

Il leggero RP100 accelera con decisione: a Barbuda il vantaggio è di 22 minuti, che diventano oltre 35 a Redonda.

Chris Sherlock riconosce il divario: “Black Jack può poggiare e scappare. Noi poggiamo ma non aumentiamo così tanto la velocità. È qualcosa che analizzeremo nei dati.”

L’ultimo bordo verso Antigua

Con quasi 36 minuti di vantaggio a Redonda, Black Jack controlla l’ultima bolina verso Antigua senza correre rischi inutili. L’obiettivo è spingere forte ma in sicurezza.

Taglia così il traguardo aggiudicandosi la Line Honours tra i monoscafi. Leopard 3 chiude seconda, abbastanza vicina da rendere il duello autentico fino alla fine.

“Probabilmente è stato il miglior testa a testa che abbiamo avuto in questa regata,” ha dichiarato Sherlock. “Black Jack ha navigato in modo fantastico. Complimenti a loro.”

Oltre la vittoria

Per Remon Vos la sfida conta quanto il trofeo: “È fantastico quando sei testa a testa con barche simili. Chi vince? Non lo sai. È questo il bello.”

Il progetto Black Jack guarda a un programma globale. La Caribbean 600 è stata scelta come inizio di stagione: condizioni ideali, organizzazione impeccabile e un banco di prova perfetto per un team che unisce giovani talenti ed esperti navigatori.

Dai 17 secondi di svantaggio iniziali fino ai 35 minuti di margine costruiti alle portanti, Black Jack 100 ha saputo eseguire con precisione, resistere alla pressione e colpire nel momento decisivo. In una delle edizioni più combattute della Caribbean 600, il delta che contava davvero era quello sulla linea d’arrivo.

 


26/02/2026 11:14:00 © riproduzione riservata






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