Trecento ospiti hanno affollato la terrazza de Circolo Savoia per assistere alla cerimonia ed ascoltare l’emozionante racconto sulla rinascita di una imbarcazione che è “la somma di sport, cultura, storia e soprattutto eleganza”, come ha dichiarato il Presidente Pippo Dalla Vecchia ad apertura dei discorsi. “Un’operazione di recupero” – ha continuato Dalla Vecchia - “che fa bene al Savoia e alla città di Napoli che in tutta la stagione vedrà garrire in cima all’albero, alto 29 m, il guidone del RYCCS”.
Ringraziando e complimentandosi con coloro che hanno affrontato l’impresa, il Presidente passa la parola a Stefano Faggioni dello Studio Faggioni Yacht Design di La Spezia che ha curato assieme ad Aprea Peninsula Navis di Sorrento l’intero restauro.
L’architetto spezino ha spiegato le varie fasi e tecniche di restauro, sottolineando l’importanza di aver recuperato la maniera di lavorare di una epoca passata: “Non sono stati utilizzati stucchi, la chiodagione del fasciame è stata fatta con dei perni di rame ribattuti. Non si è trattato di un restauro solamente conservativo, di recupero dell’esistente; grazie alla squadra diretta dall’abilissimo maestro d’ascia Nino Aprea è stata ritrovata una tecnica che si credeva smarrita, per cui alcuni segni del lavoro fatto interamente a mano saranno un valore aggiunto e non delle imperfezioni”. Stefano Faggioni conclude affermando che il risultato viscerale di questo restauro, che ha riportato La Spina a “ritrovare la sua anima” dopo tanti anni, celebra l’eccellenza italiana nel settore.
A seguire i ringraziamenti di Andrea Buondonno, General Manager di Aprea Peninsula Navis, verso gli armatori, l’arch. Giampietro Perin, il dott. Federico Cuomo, il dott. Francesco Saverio Lauro e il dott. Vincenzo Cafiero, e la squadra di lavoro di Aprea Peninsula Navis, nata nel 2005 con il restauro del gozzo sorrentino Pianosa, cresciuta oggi in unità e professionalità contando più di 15 maestranze.
Un ringraziamento per l’attività svolta è andato alla Prof.ssa Annunziata Berrino che ha raccolto tutte le testimonianze, foto e documenti dell’epoca - che saranno pubblicati in una edizione entro l’anno – e alla Fondazione Mele, che ha sostenuto la formazione di quattro allievi maestri d’ascia facenti parte della squadra di Aprea Peninsula Navis.
Il Presidente Alfonso Mele ha così chiuso gli interventi sottolineando l’entusiasmo con cui la Fondazione ha partecipato a questo importantissimo progetto, essendo suo scopo precipuo quello di promuovere la formazione artigianale nell’ambito delle attività storiche della Campania “che ha tutte le potenzialità per divenire polo d’attrazione nel recupero di barche d’epoca”.
Alla fine dei discorsi si è svolta la benedizione della barca celebrata da Don Gennaro Matino e l’augurio della madrina, il notaio Amelia Cuomo, con la rottura della bottiglia di spumante. Quindi è iniziata la festa, rallegrata dalla musica della Salerno Street Parade, in una atmosfera lieta e divertita.
Tutti gli ospiti si sono succeduti in banchina e hanno atteso il proprio turno per salire a bordo dello yacht che con il suo candore, completamente illuminato nella notte, ha affascinato tutti gli astanti. Tante le personalità presenti, tra cui l’Assessore regionale al Turismo Claudio Velardi, l’Assessore provinciale allo Sport Maria Falbo, il Presidente Onorario della FIV Carlo Rolandi, l’Ambasciatore italiano a Tunisi Arturo Olivieri.
Dopo il soggiorno al Borgo Marinari di Santa Lucia, il prossimo appuntamento per lo yacht La Spina è a maggio al TAN - Trofeo Accademia Navale - di Livorno.
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