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Volvo Ocean Race: non si ferma la battaglia contro la plastica

volvo ocean race non si ferma la battaglia contro la plastica
Roberto Imbastaro

Sull’onda di un video messaggio del Principe Carlo d’Inghilterra, il forum ha reso noti importanti passi e dati sull’inquinamento da micro-plastiche raccolti grazie al Programma Scientifico della Volvo Ocean Race che contribuisce allo sviluppo del movimento.

Durante l’evento, svoltosi nel Race Village della città gallese di Cardiff, il governo locale ha confermato l’adesione alla campagna #CleanSeas  delle Nazioni Unite, come hanno fatto la federazione velica mondiale, World Sailing, il Comitato Olimpico Internazionale.

Il Governo gallese ha anche affermato che, per contribuire alla riduzione dell’uso di plastica monouso, sarà organizzato un percorso lungo circa 870 miglia  sulla costa della regione dove sarà possibile prendere acqua potabile da apposite fontanelle. 

Nell’ambito del Programma Scientifico, la Volvo Ocean Race sono stati resi noti i dati sulle micro-plastiche raccolti durante l’ottava tappa della regata da Itajaí a Newport. I campioni raccolti da Turn the Tide on Plastic e Team AkzoNobel, ha rivelato la presenza di 157 particelle per metro cubo nella zona di Itajaí e di 71 vicino a Newport. 

Anne-Cecile Turner,  che guida il programma di sostenibilità della Volvo Ocean Race ha affermato che: “Gli Ocean Summit stanno diventando sempre più dei forum, punti di scambio, per iniziative di punta per l’ambiente e per cercare di porre rimedio al problema di inquinamento da plastica nei nostri oceani. Sono una piattaforma che sta portando questo tema all’attenzione di una platea mondiale e, allo stesso tempo, sta facendo aumentare la coscienza del pubblico. Tuttavia per risolvere il problema, dobbiamo mantenere vivo l’interesse per poter intraprendere azioni decisive che portino a soluzioni a lungo termine.” 

Gli interventi e le discussioni si sono incentrate su una migliore comprensione del tema dell’inquinamento da plastica e sulle possibili soluzioni sul ruolo delle ONG e su come lo sport possa costituire un via per un futuro più sostenibile.

Il panel di relatori internazionali comprendeva Tony Juniper CBE, Hannah Blythyn, ministro per l’Ambiente del Galles; Lisa Svensson, direttore di Ocean, della commissione Ambiente delle Nazioni Unite; Mark Towill, co-fondatore e Team Director di Vestas 11th Hour Racing; Jocelyn Bleriot, direttore esecutivo della Ellen MacArthur Foundation; Wendy Schmidt, Presidente della Schmidt Family Foundation e co-fondatrice dello Schmidt Ocean Institute e Julie Duffus, Sustainability Manager del movimento Olimpico.  

Il Ministro dell’Ambiente del Galles, Hannah Blethyn ha dichiarato che: “Il 2018 è l’Anno del Mare e ci fa molto piacere aderire alla campagna Clean Seas, che è un’iniziativa importante per affrontare il problema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari.”

Finora gli Ocean Summit si sono tenuti ad Alicante, Città del Capo, Hong Kong e Newport e hanno portato a una serie di iniziative concrete. Studi recenti condotti da Bluewater, uno dei partner per la sostenibilità di Volvo Ocean Race, hanno mostrato che uno su due cittadini britannici sono preoccupati per la qualità dell’acqua potabile e per la quantica di particelle di micro-plastica.

Anders Jacobson, Presidente di Bluewater, ha spiegato che: “Chiaramente i britannici sono molto preoccupati e quindi preferiscono bere acqua in bottiglia, che è la soluzione sbagliata perchè crea una lunga scia di inquinanti, che avvelena ancora di più la nostra acqua.”

Il programma di sostenibilità della Volvo Ocean Race si svolge in collaborazione con diversi partner: 11th Hour Racing, la Mirpuri Foundation oltre a Volvo, AkzoNobel, Ocean Family Foundation, Stena Recycling e Bluewater.

 


05/06/2018 17:44:00 © riproduzione riservata








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