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MINI TRANSAT

Progetto Mini Transat: a vent'anni verso l'Oceano in solitario

progetto mini transat vent anni verso oceano in solitario
redazione

Matteo Sericano, velista genovese di 20 anni, ha messo in piedi un progetto con l’obiettivo di partecipare alla Mini Transat, la più solitaria delle regate oceaniche, che parte da La Rochelle, nell'ovest della Francia e termina in Martinica nei Caraibi, dopo circa 30 giorni di navigazione. 
Si tratta di oltre 4000 miglia tra le onde dell'Oceano Atlantico a bordo di barche di sei metri e mezzo, senza assistenza esterna e con il divieto di comunicare con la terra ferma. Un mese di navigazione in solitario in condizioni anche estreme.: una sfida affascinante ai limiti delle possibilità psicofisiche umane. La regata parte ogni due anni e vede 85 imbarcazioni tagliare la linea di partenza per attraversare l'oceano e arrivare fino ai Caraibi. 
Partecipare e lottare per ottenere un buon piazzamento sono punti cardine del progetto, a cui si unisce un altro tema, condiviso da tutto il team di giovani italiani che affiancano Matteo in questa impresa: lanciare un messaggio di difesa dell'ambiente e del mare. 
Nonostante la giovane età, Matteo ha moltissima esperienza di navigazione. All'età di 6 anni ha fatto la sua prima esperienza in barca e da allora ha sempre navigato, prima con le derive e poi con la vela d'altura, partecipando a moltissime regate tra cui le "classiche" come la Giraglia, la Copa del Rey e la 151 Miglia. Ha regatato e navigato con grandissimi velisti come Pietro D'Alì, Alberto Bona e tanti altri, imparando moltissimo da questi "maestri" con una curiosità e voglia di conoscere che gli è valsa il soprannome di "discepolo".
Il velista genovese vanta anche un importantissimo know how tecnico per ciò che riguarda la cantieristica acquisito nell'esperienza come boat captain del Class 40 Magalè, appartenuto a Giovanni Soldini, e poi divenuto "Enel Green Power". Alberto Bona, insieme ad Andrea Fantini, entrambi navigatori oceanici, hanno scelto Matteo come preparatore del Class 40 dove sono state per realizzate importanti modifiche strutturali e tecniche, ideate dal noto architetto francese Guillaume Verdier, in vista della Transat Jaques Vabre 2017.
Il team di Matteo per la Mini Transat è composto tutto da giovani italiani, che stanno portando avanti il progetto nonostante le difficoltà. Il problema principale al momento è la ricerca del main sponsor, sopratutto in Italia dove la vela non è uno sport molto conosciuto e seguito. In ogni caso il progetto va avanti con l'obiettivo di presentarsi sulla linea di partenza della regata a ottobre 2019 con una barca competitiva preparata da un team di giovani.
Matteo è membro di Sea Shepherd, organizzazione no profit che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini. L'esperienza in mare ha permesso al velista genovese di vedere con i propri occhi quanto siano inquinati i mari e quanto il cambiamento climatico sia veloce. Alla regata si accompagna quindi l'intento di mostrare le condizioni del mare tramite video e foto, perché si tratta di una questione che riguarda tutti, anche chi non naviga. Anche per questo   a poppa sventolerà la bandiera di Sea Shepherd. 


09/02/2018 19:57:00 © riproduzione riservata








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