mercoledí, 15 agosto 2018


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

circoli velici    luna rossa    farr 40    rs feva    vela olimpica    nacra 17    420    optimist    windsurf    press    melges 24   

MARE

Pascale: «Più i mercati sfruttano i mari, più i pescatori soffrono. Invertiamo la rotta di un’economia paradossale e ingiusta»

Dopo quattro giorni densi di appuntamenti, Slow Fish è di nuovo pronta a salutare il Porto Antico di Genova e a mollare gli ormeggi.
Nella rete di questa ottava edizione dell’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare - organizzato dall’associazione Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Comune di Genova - resta un bottino più che sostanzioso, frutto di due anni di confronto e condivisione con la comunità scientifica e i pescatori di Terra Madre, sia in Italia che all’estero: alla manifestazione, cui hanno lavorato circa 500 persone insieme a 50 volontari, hanno partecipato le comunità di 15 Paesi di tutti i continenti, dalla Finlandia all’Uganda, dall’Ecuador all’Australia, rappresentate da oltre 80 delegati.
I 30 incontri della rete di Slow Fish hanno radunato un pubblico di 1500 partecipanti. Più di 800 spettatori nelle cinque conferenze dedicate ai grandi temi di questa edizione, cui hanno preso parte come relatori 35 scienziati e ricercatori di fama internazionale.
Inoltre sono stati organizzati numerosi momenti di confronto dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, dalla Regione Liguria, dal Wwf e da Slow Food Liguria.
«È stata un'edizione straordinaria - afferma il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - che conferma la nostra scelta di sostenere con convinzione questo evento. Il grande successo di pubblico registrato in questi giorni nell’area del Porto Antico ha garantito inoltre un’ottima visibilità allo stand #lamialiguria che ha ospitato molte iniziative legate al mondo della pesca, del turismo, dell’enogastronomia, dell’artigianato e delle imprese per promuovere al meglio le nostre eccellenze. Questo grande risultato – conclude - ci rafforza nell’obiettivo di far diventare la Liguria capitale della sostenibilità».
Tante conferme e molte premesse per il futuro, ricorda il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale: «Si tratta di un'edizione che ci consegna responsabilità importanti, in cui sono stati assunti impegni significativi da parte delle istituzioni e sono state manifestate disponibilità, altrettanto significative, da parte delle comunità scientifiche. Un tassello indispensabile per assicurare un futuro più roseo all'ambiente e a chi vive grazie alle risorse del mare».
«Il Mare Nostrum grida aiuto ed è tempo di agire» aveva affermato Karmelu Vellu, Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, nel saluto inaugurale. Questo grido di aiuto non è certo inascoltato a Slow Fish: «Proprio nel momento in cui si pesca di più - osserva Pascale -, sotto la spinta di un mercato che non tiene conto dei cambiamenti in corso nel mare, i pescatori e in particolare le comunità della piccola pesca incarnano le realtà che, dal punto di vista economico, soffrono di più. Questo oltre a essere paradossale è ingiusto». Le esperienze presentate a Slow Fish dimostrano che è possibile seguire un'altra via, conclude il presidente di Slow Food Italia, «in grado di assicurare una pesca sostenibile per il mare e per i pescatori. Per questo pensiamo sia necessario trasformare in pratiche quotidiane molte delle attività svolte durante l'evento».
La priorità è dunque invertire la rotta della pesca, come ha suggerito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, passando «da un’economia di rapina a un’economia di costruzione». Dal 2004 Slow Food lavora in questa prospettiva con la campagna Slow Fish: l’evento biennale ospitato dalla città di Genova rappresenta solo il momento culminante in un percorso quotidiano di sostegno ai progetti delle comunità locali, all’attività dei Presìdi e all’intera filiera della pesca artigianale e sostenibile.
Per questo spicca tra le novità più significative di questa edizione l’annuncio che presto la Liguria ospiterà anche la casa di Slow Fish: «Una sede fissa, politica e fisica, per interagire con tutti gli attori del Mediterraneo», come anticipato da Giovanni Toti in apertura dell’evento. Perché è un impegno degli organizzatori della manifestazione far sì che la Liguria divenga il fulcro di un dialogo tra le sponde del nostro mare, per superare le difficoltà comuni e creare un’economia virtuosa.
L’altra sfida tutta italiana riguarda la ricerca: da Slow Fish il coro dei rappresentanti del mondo scientifico si è levato affinché il nostro paese si doti di una moderna nave da ricerca oceanografica pubblica, bene comune indispensabile a promuovere la conoscenza sia nel mar Mediterraneo sia nei mari artici e antartici.
Domande ma anche risposte dalle istituzioni, come l’impegno del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, a tutela del reddito dei pescatori e per la promozione di modelli sostenibili di salvaguardia delle risorse marine, grazie al decreto che ridisegnerà la piccola pesca artigianale italiana, che dà lavoro a 30mila persone in Italia.
Ricordiamo anche i grandi temi scientifici trattati nei quattro giorni, come il cambiamento climatico e l’impatto che ha sulle nostre tavole, con le tante ricette di pesci della tradizione sostituite da altri abitanti del mare, che fanno capolino nel nostro orizzonte gastronomico: è il caso delle meduse, sempre più presenti e invasive. Ma anche delle oloturie, i “cetrioli di mare”, apprezzatissimi in Oriente come snack ma ormai sovrasfruttati. Da Slow Fish parte però un allarme: «Attenti a pensare che non ci siano conseguenze nel consumare questi animali», avverte il presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Roberto Danovaro, «non è certo normale pensare di mangiare aquile, leoni e tigri, eppure in mare stiamo facendo qualcosa di simile».
Altro tema caldo è quello delle micro e nano plastiche che, a causa dei nostri comportamenti scorretti e della filiera della plastica non sostenibile, invadono i nostri mari con effetti tuttora sconosciuti. Secondo Legambiente il 96% dei rifiuti galleggianti in mare è composto da plastica e l’89% della fauna marina rischia di ingerirla. Non stiamo parlando solo di tartarughe che scambiano borse di plastica per meduse, ma di detriti che diventano frammenti microscopici ed entrano a far parte della catena alimentare dei pesci. Ma allora, quali sono gli effetti sull’uomo quando mangia pesce? In realtà, il rischio da parte dell’uomo di assumere microplastiche non proviene solo dal mare, in quanto queste sono contenute in oggetti di uso quotidiano, come i cosmetici - esfolianti facciali, dentifrici, shampoo, trucchi e creme solari – e tracce sono state rinvenute anche nel miele, nella birra e nei farmaci.
Ma se è vero che consumatori attenti si diventa grazie all’educazione al gusto dei più piccoli, bisogna partire da quello che i bambini mangiano nelle mense scolastiche. Anche in fatto di pesce. Arriva dall’entroterra genovese un bell’esempio di gestione sostenibile: sei comuni, tra la Valle Scrivia e la Val Polcevera, sono riusciti a cambiare l’intera impostazione delle mense in appena due anni, reintroducendo branzini del Tigullio, seppie, gallinelle, moscardini, platesse e sgombri al posto del solito pangasio e del pesce congelato.
Pienamente raggiunto, insomma, l’obiettivo di coniugare la convivialità alla conoscenza scientifica e alle buone pratiche, l’educazione al gusto con l’impegno per la tutela degli ecosistemi acquatici. Per Slow Fish è la terza edizione che si svolge all’aperto e si può rilevare, in tutti gli appuntamenti, un crescente interesse del pubblico, a dimostrazione di come la manifestazione stia entrando sempre di più nel cuore dei genovesi, dei visitatori e di chi ha a cuore le sorti del mare.


22/05/2017 21:29:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Marina Cala de’ Medici si conferma per il terzo anno consecutivo Porto d’eccellenza

Ratificata l’attestazione di MaRINA Excellence, nonché i riconoscimenti 24 Plus e 50 Gold

Caorle, "Festa del Pesce": una sfida a colpi di sarde

La Festa del Pesce - A settembre l’evento culinario più tradizionale di Caorle (VE)

Mondiali Aarhus: Carolina Albano qualifica l'Italia nel Laser Radial a Tokyo 2020

L’Italia conquista oggi ad Aarhus la terza qualifica per le Olimpiadi di Tokyo 2020! Si tratta del Laser Radial e a compiere l’impresa è stata la giovane Laserista triestina Carolina Albano (CV Muggia) non ancora ventenne

Mondiali Aarhus: anche il 470 maschile si qualifica per Tokio

Anche oggi arriva una preziosa qualifica per l’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020: Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare) con il quinto posto odierno entrano in Medal Race e qualificano l'Italia per Tokio 2020

Nacra 17: oro per l'Italia ai Mondiali di Aarhus

La coppia formata da Ruggero Tita e Caterina Banti ha vinto il titolo della classe Nacra 17 al termine della 'medal race' di oggi

Europeo Melges 24: Maidollis allunga il passo

I Campioni del Mondo 2017 a bordo di Maidollis (7-1-1 oggi), dopo l'ottimo esordio della prima giornata in cui avevano messo a segno una magnifica doppietta, tornano ad essere protagonisti e consolidano la leadership della classifica provvisoria

Gargnano, Garda: Itaca è tornata a casa

Tredici anni dopo la sua ideazione il progetto Itaca ha fatto nuovamente tappa al Circolo Vela della Centomiglia

Mondiali Aarhus: sei le classi qualificate per Tokio 2020

Triplete per Tita-Banti che aggiungono il titolo mondiale all'europeo e all'italiano già conquistati nel 2018

Mini 6.50: con 12 h di vantaggio, Boggi riparte da Horta

Dopo aver vinto la prima tappa de Les Sables D’Olonne-Azzorre-Les Sables D’Olonne (SAS), con un vantaggio di 12 ore sul secondo, Ambrogio Beccaria a bordo di Geomag parte oggi alle 19 ora italiana

Tokio 2020: altre 3 qualifiche per l'Italia ai mondiali di Aarhus

L’Italia è qualificata alle Olimpiadi di Tokyo 2020 anche nelle classi RS:X maschile, RS:X femminile con Marta Maggetti e il Nacra 17 con Ruggero Tita e Caterina Banti

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci