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A Mauro Pelaschier la IV edizione del premio 'Voce dell'Adriatico"

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redazione

Voce dell’Adriatico ‘ 2017 è Mauro Pelaschier. L’asso del mare, monfalconese, che è stato il primo timoniere italiano alla Coppa America, su Azzurra, vanta un palmares da campione, e ha conquistato successi e titoli nelle principali manifestazioni italiane e nel mondo. Questa volta però, non è per il ruolo emblematico nello sport velico che Pelaschier è stato premiato al Marina Sant’Andrea di San Giorgio di Nogaro.  Il 4. premio ‘Voce dell’Adriatico’ da un ‘idea di Carlo Morandini e Fortunato Moratto, assegnato dall’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio del Friuli  Venezia Giulia (ARGA FVG), dall’Associazione culturale La Riviera Friulana e dal Marina Sant’Andrea,  con il patrocinio di UNAGA e club Unesco di Udine, non assegna premi alla carriera, ma è teso a valorizzare personaggi che si siano impegnati nei settori del Giornalismo, della Ricerca e della Comunicazione, per riscoprire, far conoscere, valorizzare le peculiarità e le ricchezze del mare Adriatico, delle sue coste e riviere, delle genti che abitano nell’articolato e complesso areale rivierasco. In precedenza, per il giornalismo, era stato assegnato a Cino Ricci, e per la ricerca all’oceanografo, Andrea Bergamasco, e al biologo televisivo, Corrado Piccinetti. A Pelaschier, è dunque andato il premio ‘Voce dell’Adriatico’ per la Comunicazione. E’ indiscusso il suo ruolo efficace nella diffusione della cultura marinara, della passione per il mare, della conoscenza delle potenzialità dell’ambiente marino e dello sport eolico. Senza mai trascurare le terre e le acque che lo hanno generato, sotto il profilo umano, sportivo, velico. Un ruolo, che ha sviluppato per caso, facendo tesoro delle qualità che le regate e la sua formazione sportiva gli avevano implementato. Da ragazzo ha infatti regatato sempre in singolo, come suo padre Adelchi e suo zio Annibale, entrambi olimpionici della classe Finn. Si tratta di una barca, sulla quale si naviga e si compete in singolo. Così in gara, e nel corso degli allenamenti, non poteva parlare con nessuno per scambiare le proprie emozioni ed esperienze. Ciò, ha raccontato nel corso della premiazione nella nuova sede del cantiere finlandese Nautor’s Swan Adriatic, ha sviluppato in lui la capacità di sintesi, anche nel percepire situazioni e anticipare problemi e difficoltà. Doti, che sono indispensabili in un commentatore e in un comunicatore. Che nel 1999 gli sono state riconosciute da un regista della Rai. Facendo partire dalla Coppa America la sua carriera di comunicatore televisivo. Che non ha sostituito quella di asso delle regate. A Mauro Pelaschier la targa con le motivazioni è stata consegnata dall’assessore regionale alle infrastrutture, Mariagrazia Santoro, e dal sindaco di San Giorgio di Nogaro, Loris Del Frate, nonché dal responsabile per l’Italia di Nautor’s Swan, Lorenzo Bortolotti, anch’egli tra grandi protagonisti della vela italiana.  A Pelaschier è andata un’opera della pittrice udinese, Alessandra Candriella. Ma che cos’è per Mauro Pelaschier il mare Adriatico: -“è il mare dal quale sono salpato per il mondo, dove ho mosso i miei primi passi nel mondo delle regate. A livello agonistico e tecnico è uno dei mari più formativi al mondo. E’ un grande lago come lo è il Mediterraneo, nel quale versano le loro acque i principali fiumi italiani. Questo genera un gioco di correnti che non si trovano facilmente in altre parti del globo. Ciò fa la differenza, e saper governare queste difficoltà, saperle sfruttare, le correnti, può consentire di arrivare prima degli altri. Anche alla Barcolana per esempio. Ma nelle regate lunghe l’abilità che si può acquisire imparando a sfruttare le correnti fa la differenza”.    


24/02/2017 11:52:00 © riproduzione riservata








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