giovedí, 22 febbraio 2018

TURISMO

La via per il cuore del Friuli Venezia Giulia passa dai suoi Marina

la via per il cuore del friuli venezia giulia passa dai suoi marina
Roberto Imbastaro

Reportage Friuli 3 -


Le bricole corrono veloci alla destra del nostro gommone. Senza di loro non si andrebbe da nessuna parte. Ed anche così l’acqua sotto di noi fa un po’ paura. Troppo poca. Ma troveremo di peggio.  A sinistra si intravedono delle canne. Ci siamo. Stiamo entrando nel fiume Stella, una meraviglia per gli occhi. Sabbia e erba, aironi e cormorani, cigni e gabbiani, canne e salicornia.  E’ una terra di nessuno quella dove ci stiamo inoltrando. Mare e fiume si mescolano in un abbraccio quasi incestuoso. Qui tutto è frutto di questo matrimonio mai celebrato. Il colore violetto del limonio domina la laguna. Ha imparato, nel tempo, ad assorbire il sale e ad eliminarlo attraverso le sue cellule. Più in alto, un olmo montano, portato qui dalle piene dell’Isonzo, regala la sua ombra. Ed in mezzo a questo scorcio di Paradiso si apre come per incanto l’ingresso del Marina Stella.  Due cose colpiscono entrando in quest’ansa del fiume adattata (benissimo) ad approdo: il gran numero di barche a vela e l’assenza del segnale sul telefonino. La presenza di barche con un pescaggio comunque rilevante mi meraviglia. Arrivare qui non è stato semplice per noi. Eppure le vele ci sono, ed anche in gran quantità, da mezza Europa. La magia di questo posto fa miracoli. Passare una vacanza fuori dal mondo a un’ora o due da Vienna o da Monaco è qualcosa che non ha prezzo. E magari anche riuscire a parlare con i propri figli che devono alzare lo sguardo dal loro smartphone. Oddio… il segnale purtroppo non è proprio assente. Ogni tanto tra il cinguettio degli uccelli c’è anche il trillo malevolo di un i-Phone.  Ma è poca cosa rispetto alla pace che si respira.  Ma non facciamo in tempo a stupirci dell’acqua che dobbiamo fare altrettanto con il cielo. Un ultraleggero atterra a due passi. Si, qui c’è anche un piccolo campo di aviazione dove atterrano piccoli aerei. Ed anche i gommoni volanti, partoriti dal genio di Doi Malingri atterrano qui. Essere meravigliati è la normalità.

I motivi per arrivare in Friuli e ormeggiare nei suoi Marina aumentano man mano che questa terra ci si rivela.  Non siamo su El Tigre, il paradiso fluviale di Buenos Aires, ma le piccole case sull’acqua con gli approdi appena accennati sono identiche; non siamo alle Everglades, ma il paesaggio, arricchito dai Casoni dal tetto di canne intrecciate, è altrettanto entusiasmante. “Questa è la Florida d’Italia”, sentenziò Ernest Hemingway prima di lasciare il Friuli. Aveva ragione. Ma forse noi non sapevamo cosa fosse la Florida. Hemingway è un’altra delle tante sfumature che ti costringono a girare il Friuli. Sono certamente più di 50, le sfumature di Friuli. Difficile raccontarle tutte. Qui lo scrittore ambientò il suo capolavoro “Di là del fiume e tra gli alberi”. E qui si può viaggiare alla scoperta dei suoi luoghi e dei suoi amori. Filiali, raccontano pudicamente i familiari della giovane Adriana. Ma la realtà affascina meno dell’immaginazione ed Ernest era uomo troppo al di sopra delle righe. Da Percoto, a Udine, a Latisana fino alle dune di Lignano Pineta. Delle tante fotografie scattate e pubblicate in un volume dal Comune di Lignano, ce n’è una che lo ritrae mentre si infila un rametto di brugo all’occhiello della giacca proprio in compagnia della giovane Adriana Ivancich. Un modesto fiore nato al confine fra terra e acqua, sopravvissuto al vento e al sale, incredibilmente adatto a “Il vecchio e il mare”, romanzo con il quale nell’ottobre successivo vinse il premio Nobel.

Un capitolo a parte lo merita il cibo e, soprattutto, il vino. Le narrazioni sul vino friulano sono innumerevoli, ma la suggestione più grande ce la può donare una visita all’Azienda Agricola fondata da Livio Felluga, il patriarca della vitivinicoltura friulana, il contadino che ha fatto grandi i vini friulani, scomparso nel 2016 a 102 anni. L’Azienda è situata a Brazzano di Cormòns (GO) nella zona DOC Colli Orientali del Friuli, ed è possibile visitare la cantina, degustare i vini e alloggiare nell'Osteria con alloggio "Terra & Vini" di proprietà dell'azienda.  E se la piccola Osteria  Terra & Vini è al completo, con un po’ di fortuna potrete trovare alloggio a pochi chilometri a Corno di Rosazzo, al Mulino dell’Abbazia. Sono solo cinque camere incantate in un vecchio mulino affacciato sulle fragorose rapide del fiume Judrio. Solo duecento metri dalla strada principale e siete fuori dal mondo. Ci sarà solo la vostra carta di credito a ricordarvelo.

Il panorama non è completo, né lo potrà mai essere. Ma la stagione estiva è alle porte ed è ora di avvicinare la barca ad uno degli splendidi Marina friulani. Potete scegliere la zona di Lignano, se amate il golf, la spiaggia, le oasi naturali, con Marina Uno, Punta Faro, Punta Gabbiani, Punta Verde, Darsena Porto Vecchio, Dry Marina di Aprilia Marittima, Marina Stella; quella di San Giorgio a Nogaro e della laguna di Marano, cercando oasi di pace con il tempo scandito dai ritmi della pesca, con Portomaran, Marina Sant’Andrea, Marina San Giorgio, Marina Planais; quella di Grado, alla ricerca di palpiti di storia antica insieme ad elegantissime spiagge, con Darsena San Marco, Marina Primero, Porto San Vito; quella di Monfalcone, regno del birdwatching con le riserve naturali della Valle Cavanata e della Valle dell’Isonzo, con Marina Hannibal e Marina Lepanto; quella di  Trieste, alla scoperta del cuore marino della mitteleuropa, con Portopiccolo, Porto San Rocco, Marina di San Giusto. La vostra sfumatura di Friuli è pronta per voi. E non è grigia.

Info su Rete dei Marina Friuli Venezia Giulia http://fvgmarinas.com   


30/05/2017 09:55:00 © riproduzione riservata








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