sabato, 15 dicembre 2018

TRANSAT JACQUES VABRE

Jacques Vabre: Gaetano Mura e Sam Manuard quasi a picco per colpa di un cargo

jacques vabre gaetano mura sam manuard quasi picco per colpa di un cargo
redazione

Sono veramente giu! Dopo aver saputo via mail  le tremende conseguenze dell’
alluvione che ha colpito la mia isola... danni che abbiamo subito noi
stanotte per quanto importanti è compromettenti la gara...oggi passano in
 secondo piano

Gaetano

Diario di Bordo  

Duro colpo per bet112 ed il suo equipaggio stamattina all’alba a largo delle isole capoverdiane 
stavamo navigando cod 5 e 2 mani a grande velocità con grossa onda formata, dopo la notte insonne ero riuscito finalmente a stendermi sulla cuccetta per dormire. Ho sentito la voce di Sam che mi chiamava e dal tono ho intuito che bisognava sbrigarsi. Ho tirato su la cerata che avevo calato sulle gambe, ho afferrato la giacca e son volato fuori. Eravamo ad un incrocio pericoloso con un cargo, con il quale Sam aveva già  comunicato via radio per accordare l’incrocio, ma il cargo reagisce in maniera anomala. Sam chiude la calza dello spi che nella manovra fa una caramella (si attorciglia su se stesso NDR) corro in aiuto ma proprio in quel momento la bugna dello spi va in acqua  mentre la barca sta volando giu da una grossa onda...tutta la nostra forza  non serve a niente si parla di tonnellate. Lo spi trascinato si riempie come un otre incomincia a lacerarsi trasportando con se l intero bompresso che si tronca di netto. La vela tira paurosamente sull’albero, la barca si intraversa, incassiamo un frangente che arriva all’ interno..tutto sotto i nostri occhi impotenti che abbiamo come priorità il togliere via GAMBE E BRACCIA DALLE scotte impazzite. Ho messo la drizza sul winch ed ho tirato con tutta la forza per avvicinare la vela alla poppa. Ho preso il coltello dalla barra del timone e ho tagliato con fatica il dinema dell’ inferitura che teneva tutto. La barca liberata dal carico  ha tirato un respiro di sollievo. Ma non è finita. Tutta la vela con le scotte e altre manovre e sotto la barca incastrata sul bulbo ed il bompresso penzola pericolosamente fuoribordo vincolato solo dalla tak line (cima di una manovra NDR). Mi e venuto da piangere, è normale, ti crolla il mondo addosso, ma  ho ingoiato le lacrime nel momento stesso in cui arrivavano ...mi son detto "testa alta coglione che se ti dai una mossa porti le palle e la barca in Brasile". Ho  guardato Sam...non ci siamo detti niente ma ci siamo capiti...bisogna andare sott’acqua  e dopo aver assicurato il possibile e tentato tutto per evitare questa spiacevole immersione...ho infilato la testa sott’acqua con la maschera per avere conferma bisogna immergersi


Ci sono cresciuto in acqua, dalla finestra di casa mia in Sardegna se butto un sasso finisce in mare...da ragazzino ho passato il mio tempo ad immergermi dovunque a pescare in apnea ad esplorare le grotte con la bombole....ma andar giù  adesso in mezzo all’oceano con la barca che rolla e beccheggia senza tregua di traverso al mare  e che non si riesce comunque a fermare del tutto...be l'idea non mi piace davvero..ma non c’è scelta. Gaetà  devi andare!!Sam prepara un sistema di cime al quale potrò  tenermi. Per  sicurezza infilo il braccio in un altra scotta assicurata al winch mi metto una maglia e tengo la calzamaglia per una temperatura psicologica. Cazzo ci sei nato sott’acqua ...coltello tra i denti nel vero senso, 123 sotto. Sin da piccolo andare sott’acqua mi rilassa e incredibilmente avviene anche ora per un istante per via della familiarità dell’ emozione. Il mare è  blu cobalto bellissimo!! La mura della vela ha fatto 2 giri  attorno al piede del sail drive del motore la barca fa un paio di nodi e faccio una fatica immane per avvicinarmi alla vela e farlo in sicurezza per non correre il rischio di essere intrappolato dal biscione che oscilla in tutti i sensi...Una scena tragicomica la calzamaglia si gonfia impedendomi di nuotare verso il centro della barca me la levo e la lancio a Sam..Sono in mezzo all’ oceano nudo con l’ uccello di fuori, un coltello tra i denti e un mantra nella testa che ripete che nulla è impossibile..due immersioni e siamo liberi.

Monto a bordo come un gatto recuperiamo il salvagente che   Sam aveva filato per sicurezza...bravò mon
gars! (bravo ragazzo mio!!) Sam ha un bel sorriso,abbiamo "soluzionato" anche questa..cosa facciamo? la gara e finita? andiamo in brasile più veloci che possiamo anche cosi  e un altra storia ma sarà  la nostra storia. Dopo una veloce riassetata abbiamo dato il solent..c'è tanto vento e un bel mare al momento andiamo abbastanza veloci e facciamo progetti su una possibile riparazione di fortuna del bompresso appena le condizioni meteo saranno più  clementi..  Peccato la nostra rimonta era eccezionale  cercata e
 sudata fino in fondo ...ma bisogna essere fatalisti c'est la vie...come diceva Forrest Gump  "la vita e come una scatola di cioccolatini ...non sai mai quello che ti capita".....il pot au noir magari ci concede momenti di tregua per mettere una pezza. E tutto da bet 1128...ma direi che c'e n'è d’avanzo


19/11/2013 19:35:00 © riproduzione riservata








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