domenica, 26 febbraio 2017

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Italia: una vendemmia da 10 miliardi

italia una vendemmia da 10 miliardi
redazione

da ZeroZeroNews www.zerozeronews.it

Sarà un autunno ricco di mosto e di bilanci positivi. Per la vendemmia 2016 tutti gli indicatori assicurano andamento, quantità e soprattutto qualità in progress. Dopo la primavera e l’inizio estate altalenanti, temperature sotto la media, gelate tardive e tempo umido, specie nel nord est, che hanno messo a dura prova il lavoro dei viticoltori per garantire la tenuta delle uve, settembre e ottobre saranno infatti caratterizzati, assicurano le previsioni meteo, da un prolungamento dell’estate e dal caldo stabile.

Le stime preventive concordano su un aumento di almeno il 5% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno. Per effetto del clima bizzarro fra maggio e luglio, nelle varie regioni, da nord a sud, l’andamento sarà tuttavia fortemente differenziato. Le previsioni variano dalla crescita del 15% per la  Puglia ad un  al calo del 10% per la  Lombardia. Complessivamente però l’Italia conquisterà anche quest’anno il primato mondiale produttivo, staccando ulteriormente la Francia. La produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola.

La vendemmia italiana 2016 attiva un motore economico che genera oltre 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. La ricaduta occupazionale riguarda sia le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e distribuzione commerciale, sia quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, bioenergie e perfino cosmetica. Ma prima di delineare l’andamento regione per regione, analizziamo le prospettive mondiali della vendemmia 2016 per i principali concorrenti dell’Italia:

FRANCIA

Il Servizio di Statistica e Previsione del Ministero dell’Agricoltura ha pubblicato le previsioni: 44 milioni di hl., in calo cioè dell’8% sul 2015 e del 4% sulla media degli ultimi cinque anni. Una mezza débâcle causata  dalle gelate primaverili che hanno colpito pesantemente Champagne, Borgogna e Loira. E c’è il pericolo che possa andare ancora peggio, perché c’è da fare i conti con le muffe. In Champagne le gelate hanno compromesso il potenziale produttivo di 4.600 ettari, tanto che la produzione è prevista in calo del 32%. In Borgogna e Beaujolais il danno è persino maggiore, e riguarda, con diversi gradi di incidenza, 10.000 ettari, specie intorno a Beaune, con un calo produttivo stimato in un -23%. L’Alsazia, invece, dovrebbe ripetersi sui livelli del 2015, così come la Savoia ed il Jura (in calo, del 6%), mentre la Loira, che è stata colpita dalle gelate con danni che vanno dal 10 al 50% del vigneto, dovrebbe lasciare sul terreno il 32% sul 2015. Nel Bordeaux, nonostante un ritardo della fase vegetativa, sembra andare tutto per il meglio, così come in Languedoc-Roussillon, nel Sud-Est del Paese ed in Corsica.

CALIFORNIA

Le stime di Allied Grape Growers prevedono una vendemmia da 4 milioni di tonnellare, in crescita cioè rispetto a quella dell’anno passato.

ZELANDA

Raccolta cresciuta del 34%. Non è stato superato il record 2014, ma la qualità è buona. Ottime prospettive per l’export.

ARGENTINA

E’ la peggiore vendemmia di sempre. A pregiudicare l’annata sono stati il clima e la forte incidenza della tignola e di altre patologie legate all’umidità

In Italia il ckek up preventivo della vendemmia 2016 regione per regione si apre con la sperimentazione del Registro digitale che diventerà obbligatorio per le aziende vitivinicole del made in Italy dal prossimo anno. Consentirà di eliminare circa 65 mila registri cartacei e semplificherà la vita di migliaia di produttori:

PIEMONTE  

Le temperature della seconda metà di luglio e di agosto stanno rimettendo le cose a posto e tutto lascia prevedere un’ottima vendemmia e un prodotto qualitativamente molto alto.” Possiamo ripetere la vendemmia eccezionale dell’anno scorso “ afferma Gian Piero Ameglio, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori  di Alessandria. Da Ovada a Gavi fino alla Val Cerrina di uva ce n’è molta ed è bella. La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante, perfettamente sane, è già iniziata e sta per avviarsi quella delle Brachetto e Moscato, mentre nella prima decade di settembre sarà la volta delle uve Dolcetto, Freisa e Cortese. A metà settembre la raccolta coinvolgerà le Barbere e a seguire i Nebbioli dei grandi rossi da invecchiamento

SICILIA  

Le produzioni sembrano promettere bene in tutte le aree di produzione” – afferma Alberto Tasca, consigliere del Consorzio Sicilia Doc. “Nell’area di Menfi sembra che l’annata 2016 si preannunci buona”, afferma l’esperto del settore Salvatore Li Petri. ”Nel Ragusano, dove la stagione è stata molto più secca rispetto agli anni scorsi, le vigne sono in ottimo stato “ conferma Francesco Ferreri di Assovini Sicilia . Anche Antonio Rallo, presidente del Consorzio Doc Sicilia, prevede un sensibile incremento della qualità e una probabile riduzione della produzione nell’ordine del 10 per cento circa. Con un ulteriore exploit delle produzioni dell’Etna. Non passa mese infatti che i produttori californiani e nord americani non acquistino ettari di vigneti alle falde del vulcano. Le differenze tra le varie zone confermano il carattere peculiare della Sicilia di vero e proprio continente vitivinicolo. Più di centomila ettari vitati e un calendario di vendemmia lungo quasi cento giorni su vigneti che si estendono su zone altimetriche che variano da 0 a più di 1000 metri, con notevoli differenze di clima eterroir, regalano alla più grande isola del Mediterraneo  la vendemmia più lunga e redditizia d’Europa.

LOMBARDIA      

Il pessimo tempo ha lasciato il segno. Secondo le prime stime della Coldiretti regionale è perfino ottimista il taglio medio di almeno il 10% delle rese previsto a causa delle grandinate che hanno devastato la regione, in particolare il Bergamasco, dove i cali nei vigneti potrebbero superare il 30%, così anche nel Mantovano dove la raccolta inizierà con almeno una settimana di ritardo rispetto all’anno scorso. Una diminuzione delle rese si attende anche in Franciacorta, mentre l’Oltrepò Pavese dovrebbe confermare, più o meno, i livelli 2015. Stessa situazione per le colline di San Colombano. Anche la Valtellina andrà lunga con la vendemmia, prevista dopo la metà di ottobre, con quantità in linea con quelle dello scorso anno.

TRENTINO ALTO ADIGE  

Raccolti in calo, ma sicuramente di grande qualità. Il clima è stato infatti nel complesso favorevole, poiché l’escursione termica ha permesso una buona maturazione delle uve e un buon bilanciamento tra t zuccheri ed acidità.

VENETO   

Produzione leggermente al di sotto della scorsa annata. Ovviamente con l’arrivo del caldo la situazione nei vigneti é notevolmente migliorata, ma se malauguratamente dovesse invece riproporsi una situazione meteo di instabilità dovremmo attenderci dei problemi seri per gli attacchi di peronospora.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Doc delle Venezie in ritardo e vendemmia 2016 in calo, ma ancora in grado di sostenere il boom del prosecco, miniera d’oro della regione.

EMILIA ROMAGNA

Buone le prospettive per Lambrusco, Barbera, Pignoletto, Albana e Trebbiano. Si prevedono vini di qualità assai interessante, con diverse punte di ottimo, mentre per quanto concerne la quantità si stima in crescita per le zone di Parma, Piacenza e Reggio Emilia e stabile per il modenese.

TOSCANA

Scatta dalla vendemmia in corso, che si prospetta buona in tutta la regione, l’obbligo di imbottigliare soltanto in Toscana il vino Chianti DOCG. L’obiettivo  è quello di garantire tracciabilità, maggiori e tempestivi controlli del prodotto, tutelando così il consumatore. La raccolta delle uve bianche precoci è iniziata a cavallo tra la seconda e la terza decade di agosto. Le uve Merlot e quelle a bacca bianca per la produzione della Vernaccia di San Gimignano verranno conferite a partire dal 10 settembre, mentre all’inizio dello stesso mese inizierà la raccolta delle uve rosse nelle zone del Bolgheri e del Morellino di Scansano. Per la vendemmia delle uve per la produzione dei Docg: Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino si dovrà attendere la seconda decade di settembre. Al via l’inizio della raccolta nelle piccole Doc toscane come il Montecarlo e Colline Lucchesi, Candia dei Colli Apuani e Colli di Luni.

LAZIO E UMBRIA

I bilanci preventivi della vendemmia nei territori laziali e umbri si prospettano in linea con l’annata precedente, ma con un  incremento della qualità. L’alternanza di rovesci temporaleschi,  clima temperato e caldo che hanno inizialmente hanno fatto temere ritardi fenologici o addirittura l’interruzione della maturazione, hanno invece  assicurato una buona sintesi degli aromi per le uve bianche e dei fenoli delle uve rosse.

MARCHE

Il raccolto sta confermando la tradizionale alta qualità delle uve marchiane con vini di primissimo piano che contendono mercati e riconoscimenti alle produzioni di Toscana, Piemonte Sicilia,Veneto, Friuli Venezia Giulia , Campania , Alto Adige.

ABRUZZO

Andamento positivo ma per le varietà medio-tardive, Pecorino, Trebbiano, Falanghina, Cococciola, Sangiovese e Montepulciano, bisogna attendere la metà di settembre per fare una giusta valutazione in considerazione dell’andamento climatico che dopo Ferragosto si è rivelato altalenante anche se sempre caratterizzato da alte temperature.

CAMPANIA

Incremento di quantità e qualità rispetto al 2015. Soprattutto, per la crescente richiesta dei consumatori nord americani, delle produzioni di uve coltivate su terreni vulcanici. In particolare il Fiano e  l’Aglianico, ma anche vitigni di svariati tipi, dal Sannio al Solopaca, dai Campi Flegrei al Vesuvio, che   protraggono normalmente la vendemmia fino a ai primi giorni di novembre.

PUGLIA

Le stime prevedono  un più 15%  e un’ottima annata.  Qualche dubbio per i vigneti non irrigui, che potrebbero risentire della siccità. Nella patria di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia  “la maturazione sta procedendo spedita – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – anche grazie a temperature nelle medie di stagione”.

SARDEGNA

Produzione stabile, ma qualità in aumento per le produzioni pregiate: Cannonau, Vermentino, Malvasia, Pascal, Nuragus


17/08/2016 19:15:00 © riproduzione riservata








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