giovedí, 21 marzo 2019

GIOVANNI SOLDINI

Giovanni Soldini e Maserati Multi 70: alla conquista del record Hong Kong-Londra

giovanni soldini maserati multi 70 alla conquista del record hong kong londra
redazione

Tutto è pronto a bordo di Maserati Multi 70, ormeggiato a Hong Kong in attesa di partire alla volta di Londra per sfidare il record sancito dal World Sailing Speed Record Council, l’organismo internazionale che certifica i migliori tempi di percorrenza registrati su diverse rotte oceaniche. Quella tra Hong Kong e Londra è lunga 13.000 miglia seguendo l’ortodromica: un mezzo giro del mondo da effettuare in meno di 41 giorni passando per il Capo di Buona Speranza.
Per Giovanni Soldini e gli altri quattro membri dell'equipaggio – Alex Pella, Guido Broggi, Sébastien Audigane e Oliver Herrera – la partenza è confermata per venerdì 12 gennaio in mattinata, tra le 9 e le 11 UTC, nel tardo pomeriggio in Cina. “L’idea è di sfruttare un flusso da Nord Est che dalla zona di partenza si è disteso lungo tutta la costa orientale dell’Indocina'', spiega Pierre Lasnier, il meteorologo del team Maserati che seguirà il record da terra. ”Ci aspettiamo che martedì 16 questo vento cominci a interrompersi a Sud, sopra lo Stretto della Sonda. A questo punto conviene che Maserati Multi 70 parta il prima possibile per trovare le condizioni per scendere verso Sud, almeno fino a Sud del Vietnam o la Malesia”.
“Non è proprio una finestra meteo ideale”, spiega Giovanni Soldini, “ma non sappiamo se e quando si presenteranno di nuovo condizioni del genere per partire. Quindi abbiamo preso la decisione insieme ieri sera con tutto l’equipaggio. Sono super contento della squadra che abbiamo formato: dimostra già un bello spirito, siamo tutti motivati e allineati”.
L’equipaggio di Maserati Multi 70
È un equipaggio internazionale e di lunga esperienza quello che si appresta a partire a bordo di Maserati Multi 70 alla conquista del record Hong Kong-Londra. Oltre allo skipper Giovanni Soldini, è presente Guido Broggi collaboratore di lunga data del navigatore milanese. Lo spagnolo Oliver Herrera, membro del team Maserati da anni, ritrova il connazionale Alex Pella, stella nascente della vela oceanica spagnola: “Avevo già fatto trasferimenti a bordo del Vor 70 Maserati qualche anno fa, poi con il trimarano in Pacifico l’anno scorso, ma non avevo mai regatato, è anche per questo che sono qui”, ha dichiarato Alex Pella. “Conosco il team, è una famiglia. La barca è preparata, l’equipaggio affiatato e abbiamo una bella sfida davanti. Tutto quello che amo!”. Dopo una prima esperienza insieme a bordo del trimarano Idec, detentore del Trofeo Jules Verne, Pella ritrova anche il francese Sébastien Audigane, grande esperto di multiscafi oceanici e vecchia conoscenza del team Maserati (nel 2013 era a bordo del monoscafo durante la Rotta dell’Oro tra New York e San Francisco). A terra, il meteorologo Pierre Lasnier si occuperà del routage e rimarrà in contatto permanente con Soldini.
Maserati Multi 70 in assetto non volante
In occasione del record il team ha riportato il trimarano Maserati Multi 70 nella sua configurazione con appendici originali, vale a dire in modalità mod. I foil, ovvero le derive e i timoni che sono stati sviluppati negli scorsi mesi e che permettono alla barca di sollevarsi dall'acqua, sono rimasti a terra. “Per questo record abbiamo deciso di tornare in assetto non volante soprattutto per limitare i rischi di impatto con oggetti in mare”, ha spiegato Soldini. “Abbiamo raddoppiato il numero di pannelli fotovoltaici presenti a bordo. Questo ci consentirà di guadagnare peso e di essere autonomi dal punto di vista energetico, aspetto fondamentale in tratte lunghe come questa”.
Maserati Multi 70
Lunghezza: 21,20 m Larghezza: 16,80 m Dislocamento: 6.300 kg
Sup. Velica (bolina): 310 mq Sup. Velica (portanti): 409 mq
Dalla Great Tea Race del 1866 al record di Gitana 13
Il record Hong Kong-Londra ripercorre la rotta seguita dai clipper che trasportavano il tè dalla Cina all’Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo. Celebre fu la Great Tea Race del 1866 che vide affrontarsi cinque tra i più moderni e veloci clipper dell’epoca. La corsa ebbe un seguito mediatico notevole e si concluse sul filo di lana con i tre primi concorrenti che risalirono il fiume Tamigi con la stessa marea e attraccarono ai dock di Londra a poche ore di distanza, dopo 99 giorni di navigazione.
In epoca moderna, Philippe Monnet fu il primo navigatore a migliorare il tempo dei clipper su questa rotta: nel 1990 completò il percorso in 67 giorni, 10 ore e 26 minuti a bordo di un trimarano di 60 piedi.
Nel 2008 lo skipper Lionel Lemonchois a bordo di Gitana 13, un maxi catamarano di 100 piedi (32,5 metri) manovrato da un equipaggio di dieci persone, stabilì il tempo record che è oggi da battere:
 
 41 giorni, 21 ore e 26 minuti.
Le difficoltà della rotta Hong Kong-Londra
Tra i vari record oceanici ufficializzati dal World Sailing Speed Record Council, le 13.000 miglia di rotta teorica del record Hong Kong-Londra ne fanno il terzo percorso riconosciuto più lungo dopo la circumnavigazione del pianeta e la New York-San Francisco.
Hong Kong - Stretto della Sonda: 1.700 miglia
Tra Hong Kong e lo Stretto della Sonda, porta d’ingresso nell'Oceano Indiano tra Giava e Sumatra, la navigazione attraverso il mar di Cina del Sud e il mar di Giava somiglia a uno slalom tra isole coralline in una zona dove il traffico marittimo è intenso. Per di più, in questa prima parte del percorso si deve attraversare l’Equatore, quindi una zona con poco vento e di grande instabilità meteorologica.
Stretto della Sonda – Capo di Buona Speranza: 5.000 miglia
La traversata dell’Oceano Indiano tra lo Stretto della Sonda e il Capo di Buona Speranza è lunga 5.000 miglia. In gran parte, fino a Sud di Madagascar, la rotta rimane sotto latitudini tropicali dove gli alisei provenienti da Sud Est sono sinonimi di andature portanti ma possono anche essere perturbati dalla formazione di cicloni tropicali. Dopodiché per aggirare la parte australe del continente africano bisogna entrare nelle latitudini temperate dove passano depressioni che generano venti dominanti che soffiano da Ovest. Intorno al Sud Africa e fino al Capo di Buona Speranza, la navigazione è resa ancora più difficile dalla presenza di forti correnti marine.
Capo di Buona Speranza – Equatore: 2.800 miglia
La navigazione nel Sud Atlantico tra il Capo di Buona Speranza e l’Equatore è influenzata dalla posizione dell’anticiclone di Sant’Elena. Secondo lo schema classico si rimane sul bordo orientale dell’alta pressione fino a raggiungere gli alisei da Sud Est che spingono verso Nord.
Equatore – Londra: 3.500 miglia
Superato l’Equatore, la prima difficoltà che si presenta in Nord Atlantico è di nuovo il passaggio nella zona di calme, chiamata zona di convergenza intertropicale (ZCIT) dai meteorologi, ovvero il famigerato pot au noir. Una volta usciti da questa zona di instabilità, si continua verso Nord negli alisei che soffiano da Nord Est. La posizione e il vigore dell’anticiclone delle Azzorre determinano la rotta più veloce da seguire fino all’entrata nella Manica, percorso complicato dal possibile passaggio di depressioni invernali. Il cronometro verrà fermato sotto il ponte Queen Elizabeth II in fondo all’estuario del Tamigi.


11/01/2018 19:06:00 © riproduzione riservata








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