venerdí, 26 maggio 2017


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A Genova consegnati i trofei di Diporthesis, gara per giovani progettisti

genova consegnati trofei di diporthesis gara per giovani progettisti
redazione

Si è chiusa con la premiazione presso il Teatro del Mare la seconda edizione della gara per giovani progettisti Diporthesis, organizzata da As.Pro.Na.Di con la collaborazione di UCINA Confindustria Nautica. Consegnati  i tre trofei e assegnati i quattro stage formativi.

Si è riunita presso il 56° Salone Nautico di Genova la giuria del Premio Diportesis che era composta dal presidente As.Pro.Na.Di, Giovanni Ceccarelli, dal presidente di UCINA Confindustria Nautica Carla Demaria e dai professionisti di settore e professori Giovanni Zuccon, Andrea Vallicelli, Franco Gnessi, Lorenzo Argento, Giovanni Grasso e Alessio Liuni, Antonio Vettese e Roberto Neglia. Con questa iniziativa As.Pro.Na.Di. e UCINA Confindustria Nautica confermano il loro interesse e la sinergia per la formazione dei giovani.

I ventidue progetti, le cui tavole di sintesi sono esposte nel Salone presso la passeggiata della zona vela, erano divisi in tre categorie.

In quella dedicata alle unità a vela, ha vinto il progetto Ales del gruppo composto da Ho Joon Choi, e Aylin Ors, Marcio Schaefer e Dimitra Agapitou. Sono studenti del Politecnico di Milano e hanno disegnato un 19 metri che coniuga un disegno accattivante con la necessità di una reale conduzione in due sole persone di equipaggio. Innovativo il layout degli interni. Al gruppo va lo stage formativo dei cantieri Del Pardo.

Secondo classificato l’argentino Agustin Paladini della Universitad National de Quilmes con il racer cruiser Bauto 45, un progetto giudicato dalla giuria molto maturo per la professionalità della realizzazione. Riceve una menzione speciale e si aggiudica uno stage professionale al pari dei vincitori delle tre categorie presso i cantieri Adria Sail di Maurizio Testuzza.

Terzo progetto a vela Tund One 23, sei metri e mezzo di Nicola Piredda, anche lui studente del Politecnico di Milano: un progetto che declina in versione crociera gli ultimi concetti di carena sviluppati sui Minitransat.

Tra le imbarcazioni a motore, vittoria del progetto Italia di Matteo Cappellazzo e Mattia Piro, che hanno studiato nel Polo Universitario G. Marconi di La Spezia – Università degli Studi di Genova: si tratta di un motoscafo a propulsione con eliche di superficie cui viene assegnato lo stage formativo di Monte Carlo Yachts.

Secondo classificato Lifeboat di Giuliano Ricci, anche lui proveniente dal Polo universitario di La Spezia - Università di Genova, che ha interpretato in maniera innovativa soluzioni idrodinamiche applicabili alle carene di mezzi di salvataggio.

Terzo il progetto Altrove, di Simone Bocchi del Polo universitario di La Spezia - Università di Genova, uno studio per un 20 metri che declina nuovi concetti per un open yacht di grandi dimensioni con una carena particolare che ha sostegni laterali tipo trimarano.

Nella categoria riservata alla innovazione tecnologica e metodologica, ha vinto all’unanimità la tesi 'La progettazione inclusiva nel sailing yacht' di Jessica Lagatta realizzata per un dottorato di ricerca presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, che ha proposto un vero e proprio saggio sulla progettazione inclusiva nel sailing yacht, il primo del genere in Europa. A Jessica Lagatta viene assegnato lo stage formativo di Wider.

Il secondo classificato è 'Development of a Solution for Flying Sail Shape Reconstruction' di Ambra Vandone del Politecnico di Milano, lo sviluppo di un algoritmo per la ricostruzione di una vela che vola trasformata in modello matematico tridimensionale.

Si conclude così la seconda edizione del premio Diporthesis, mentre è già lanciata la sfida per il prossimo anno e la terza edizione di cui verrà diffuso presto il bando.

As.Pro.Na.Di e UCINA Confindustria Nautica ringraziano Olcese e Ricci che ha realizzato i tre trofei su disegno di Epaminonda Ceccarelli, lo sponsor ENAVE e i cantieri che hanno messo a disposizione gli stage formativi: Adria Sail, Cantieri Del Pardo, Monte Carlo Yachts e Wider.. Consegnati  i tre trofei e assegnati i quattro stage formativi.å

Si è riunita presso il 56° Salone Nautico di Genova la giuria del Premio Diportesis che era composta dal presidente As.Pro.Na.Di, Giovanni Ceccarelli, dal presidente di UCINA Confindustria Nautica Carla Demaria e dai professionisti di settore e professori Giovanni Zuccon, Andrea Vallicelli, Franco Gnessi, Lorenzo Argento, Giovanni Grasso e Alessio Liuni, Antonio Vettese e Roberto Neglia. Con questa iniziativa As.Pro.Na.Di. e UCINA Confindustria Nautica confermano il loro interesse e la sinergia per la formazione dei giovani.

I ventidue progetti, le cui tavole di sintesi sono esposte nel Salone presso la passeggiata della zona vela, erano divisi in tre categorie.

In quella dedicata alle unità a vela, ha vinto il progetto Ales del gruppo composto da Ho Joon Choi, e Aylin Ors, Marcio Schaefer e Dimitra Agapitou. Sono studenti del Politecnico di Milano e hanno disegnato un 19 metri che coniuga un disegno accattivante con la necessità di una reale conduzione in due sole persone di equipaggio. Innovativo il layout degli interni. Al gruppo va lo stage formativo dei cantieri Del Pardo.

Secondo classificato l’argentino Agustin Paladini della Universitad National de Quilmes con il racer cruiser Bauto 45, un progetto giudicato dalla giuria molto maturo per la professionalità della realizzazione. Riceve una menzione speciale e si aggiudica uno stage professionale al pari dei vincitori delle tre categorie presso i cantieri Adria Sail di Maurizio Testuzza.

Terzo progetto a vela Tund One 23, sei metri e mezzo di Nicola Piredda, anche lui studente del Politecnico di Milano: un progetto che declina in versione crociera gli ultimi concetti di carena sviluppati sui Minitransat.

Tra le imbarcazioni a motore, vittoria del progetto Italia di Matteo Cappellazzo e Mattia Piro, che hanno studiato nel Polo Universitario G. Marconi di La Spezia – Università degli Studi di Genova: si tratta di un motoscafo a propulsione con eliche di superficie cui viene assegnato lo stage formativo di Monte Carlo Yachts.

Secondo classificato Lifeboat di Giuliano Ricci, anche lui proveniente dal Polo universitario di La Spezia - Università di Genova, che ha interpretato in maniera innovativa soluzioni idrodinamiche applicabili alle carene di mezzi di salvataggio.

Terzo il progetto Altrove, di Simone Bocchi del Polo universitario di La Spezia - Università di Genova, uno studio per un 20 metri che declina nuovi concetti per un open yacht di grandi dimensioni con una carena particolare che ha sostegni laterali tipo trimarano.

Nella categoria riservata alla innovazione tecnologica e metodologica, ha vinto all’unanimità la tesi 'La progettazione inclusiva nel sailing yacht' di Jessica Lagatta realizzata per un dottorato di ricerca presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, che ha proposto un vero e proprio saggio sulla progettazione inclusiva nel sailing yacht, il primo del genere in Europa. A Jessica Lagatta viene assegnato lo stage formativo di Wider.

Il secondo classificato è 'Development of a Solution for Flying Sail Shape Reconstruction' di Ambra Vandone del Politecnico di Milano, lo sviluppo di un algoritmo per la ricostruzione di una vela che vola trasformata in modello matematico tridimensionale.

Si conclude così la seconda edizione del premio Diporthesis, mentre è già lanciata la sfida per il prossimo anno e la terza edizione di cui verrà diffuso presto il bando.

As.Pro.Na.Di e UCINA Confindustria Nautica ringraziano Olcese e Ricci che ha realizzato i tre trofei su disegno di Epaminonda Ceccarelli, lo sponsor ENAVE e i cantieri che hanno messo a disposizione gli stage formativi: Adria Sail, Cantieri Del Pardo, Monte Carlo Yachts e Wider.


23/09/2016 16:40:00 © riproduzione riservata








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