martedí, 24 ottobre 2017

NAUTICA

Edmond de Rothschild presenta Gitana 17, il suo primo maxi trimarano volante

edmond de rothschild presenta gitana 17 il suo primo maxi trimarano volante
Roberto Imbastaro

Per 140 anni Edmond de Rothschild ha gettato le basi dell’innovazione con i suoi Gitana. Il Maxi Edmond de Rothschild è una nuova scommessa. Convinti che il futuro sia nelle imbarcazioni “volanti”, il Team Gitana ha scelto un approccio a lungo termine spingendo ai limiti le proprie ambizioni. In collaborazione con Guillaume Verdier e associati, l’ufficio di progettazione di Gitana ha progettato e prodotto il primo maxi multiscafo oceanico capace di volare attorno al globo. 
Il lavoro sulle appendici è stato fondamentale. Dopo ore di navigazione sul Multi70 Edmond de Rothschild, autentico laboratorio per i test, e una serie di calcoli, gli ingegneri del team di Verdier hanno scelto foil a forma di L con dimensioni XXL e timoni con T-foil che fungono da superfici portanti. Il galleggiante sottovento è supportato da queste appendici che tolgono pressione allo scafo centrale e consentono all’imbarcazione di volare sopra gli oceani nonostante il suo peso di oltre 15 tonnellate.  
Il processo di creazione riflette il meticoloso approccio del Gruppo: dagli studi architettonici iniziali alle prove in acqua su vasta scala, nulla è stato lasciato al caso. Dai primi schizzi nel 2014 al lancio nel luglio 2017 sono passati tre anni. La costruzione dell’imbarcazione ha richiesto oltre 170’000 ore-uomo e quasi 250 persone di tutti i settori, dai costruttori agli ingegneri, ai tecnici e agli architetti navali. 

Un pezzo d’arte fuori dall’ordinario
L’imbarcazione è un pezzo unico in quanto a design, frutto di una collaborazione inaspettata tra il Team Gitana e il Palais de Tokyo attraverso il PROGETTO LASCO. Ariane de Rothschild e il Team Gitana hanno voluto affidare a un artista l’incarico di dare una “personalità visuale” all’imbarcazione e alle sue dimensioni non convenzionali. Lo street artist americano Cleon Peterson ha proposto una creazione che racchiude il carattere e le linee eleganti di questo “gigante” di nuova generazione e affronta un territorio “non-urbano” come  il mare ricordandoci che arte e navigazione perseguono lo stesso obiettivo: varcare i confini così come gli orizzonti. 
Ariane de Rothschild spiega: “Attraverso le Fondazioni Edmond de Rothschild, già supportiamo la street art, sia a New York al Guggenheim, a Madrid, o a Ginevra, ma non abbiamo mai avuto l’opportunità di confrontarci con iniziative in Francia; cosa ormai fatta con il Gitana 17, divenuto un’inusuale opera del Palais de Tokyo. Pensavo fosse importante avvicinare l’universo Rothschild, tuttora erroneamente percepito come altamente raffinato ad un ambiente più aderente alla nostra realtà  quotidiana.”
Le Fondazioni Edmond de Rothschild portano avanti un’eredità fortemente filantropica. Attraverso le arti, l’imprenditorialità, la salute e la pratica filantropica, la loro missione è creare collegamenti di risorse tra persone e ambienti per realizzare il potenziale dell’individuo. Attraverso i loro progetti, le Fondazioni creano modelli speciali attuando una metodologia imprenditoriale in favore del mondo filantropico. 

Il marchio del Gruppo Edmond de Rothschild: un approccio unico
Custodi di una storia marittima di famiglia senza eguali, Ariane and Benjamin de Rothschild l’hanno portata nel nuovo millennio creando il Team Gitana nel 2000. Una scuderia professionistica di offshore atipica ai tempi, oggi è considerata un riferimento nelle competizioni internazionali di offshore. Ciononostante essa è riuscita a mantenere una dimensione umana, il team pentafrecciato accresce la sua autonomia beneficiando di un proprio ufficio di progettazione che concepisce e sviluppa soluzioni “in-house”. 
Il Maxi Edmond de Rothschild riflette la strategia di Ariane de Rothschild presente nelle attività finanziarie e non del Gruppo Edmond de Rothschild: spingere i limiti dell’innovazione, combinando performance a lungo termine e reinventando il modello di business tradizionale. La Baronessa considera le attività finanziarie e non della sua famiglia come un “laboratorio” imprenditoriale del Gruppo ed è stata capace di trasformarle in attività prospere.


18/07/2017 09:52:00 © riproduzione riservata








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