martedí, 27 giugno 2017


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

america's cup    alinghi    optimist    nautica    giovanni soldini    suzuki    vele d'epoca    circolo savoia    regate    barcolana    altura    azzurra    j/70   

SUZUKI

Conclusa la Circumnavigazione d’Italia del Club del Gommone: il Suzuki DF40A h brillato

Il giro d’Italia in barca, potendo contare su un’unità grande e adeguata in base all’esperienza, può essere un’impresa alla portata di molti, anche se mai facile. Tutto però assume un altro valore quando a compiere la rotta che separa Genova da Venezia e poi attraverso l’Idrovia Veneta fino a Pavia, è un’imbarcazione piccola, assolutamente di serie, spinta da un motore altrettanto piccolo e non preparato, cioè scartato dal suo imballo, montato e pronto per cimentarsi nell’avventura.
Ed è andata proprio così, nel Giro d’Italia organizzato dal Club del Gommone, che ha visto un battello pneumatico di soli 5 metri, modello ZARmini RIB 16 del cantiere ZAR Formenti - spinto da un motore “senza patente”, un Suzuki DF40A di 40 HP- affrontare un cimento impegnativo come il periplo via mare della nostra Penisola.
Una percorrenza che alla fine è stata di ben 1.767 miglia, articolata su 27 giorni di navigazione e altrettante tappe, nelle quali si sono avvicendati a bordo 12 diversi piloti che si sono dati il cambio in 10 staffette dove il testimone da passarsi è stato il timone.
Lo spirito che ha animato gli organizzatori, dunque, non è stato quello sportivo, una sfida alla ricerca della prestazione che è stata pur rilevante, quanto, piuttosto, la volontà di dimostrare che con un insieme battello e motore di qualità, anche se di dimensioni contenute, si possono fare tante cose, un sacco di miglia in piena sicurezza anche spendendo poco.
Un vero e proprio atto di promozione per riportare chi ha la passione per il mare a pensare alla nautica come ad un’attività positiva e alla portata di molti, anche in termini economici, dando la dimostrazione che anche con un natante semplice, ma di qualità, e con un motore di potenza relativa, ma tecnologicamente all’avanguardia e dunque affidabile, nulla o quasi è precluso.
Il Giro d’Italia è stato un evento che ha unito l’Italia marinara, quella delle coste, dei porti turistici e degli scivoli a mare, ma anche tanti italiani che hanno risposto con passione al tamtam mediatico innescato dalla particolarità del raid, coltivato da uno stuolo di appassionati di gommoni e di nautica, che hanno fatto sentire ogni giorno il loro sostegno ai partecipanti.
Attraverso internet, dove news e aggiornamenti del tour sono stati alimentati e diffusi per quasi un mese, il Giro d’Italia ha tenuto banco; è stato una delle hot news che hanno animato i social, dove circa 6.000 persone al giorno, cioè 180.000 in un mese, hanno seguito passo-passo la rotta dello ZARmini spinto dal Suzuki DF40A. Un grande successo!
Pur non essendo una sfida sportiva, però, qualche numero degno di nota, capace di avvalorare l’avvenimento anche sotto il profilo tecnico, lo hanno dato le miglia percorse, come detto 1.767, e i litri di benzina che sono stati necessari per navigarle tutte, cioè 869,7. Ne consegue che il fuoribordo Suzuki DF40A impegnato in un mese di navigazione con condizioni meteo e di carico spesso variabili e quasi mai ottimali, ha utilizzato di media un litro di benzina ogni due miglia percorse (2,03 per l’esattezza), facendo registrare consumi istantanei di 1 litro ogni 2,5 miglia ogni qualvolta che il mare è stato più clemente oppure nei canali che da Venezia hanno portato verso il traguardo di Pavia, con acque ferme.
Un ottimo risultato ottenuto e messo in evidenza grazie alle caratteristiche del motore Suzuki che rendono il DF40A unico nel suo genere, all’interno del segmento di mercato. Anche questo fuoribordo, come buona parte della gamma Suzuki, che rappresenta il meglio che la tecnologia possa esprimere nell’ambito dei motori 4 tempi – “The Ultimate Four Stroke Outboard” - vanta, infatti, il Lean Burn Control System ovvero un “sistema a combustione magra” che ha pochi raffronti in quanto a resa. Basato su una sofisticata e al contempo affidabile elettronica, che misura istante per istante una serie di parametri legati al funzionamento del motore (il carico cui è sottoposto o l’apertura del gas, e i dati ambientali), il sistema è in grado di calcolare in anticipo e con straordinaria precisione quanta benzina deve essere immessa dal sistema di iniezione all’interno delle camere di combustione, rispetto alla quantità di aria necessaria affinché la combustione stessa risulti quanto più efficiente, ottimizzata.
Un mix aria-carburante, il rapporto stechiometrico, che normalmente è di 14,7:1, dove per bruciare un chilo di benzina sono teoricamente necessari 14,7 chilogrammi d’aria.
Il Lean Burn Control System messo a punto da Suzuki consente, invece, di elevare tale rapporto fino a 18:1, ricorrendo a un tipo di “combustione stratificata” che facilita lo scoppio di una miscela complessivamente con meno benzina e più aria, in qualsiasi condizione ambientale d’utilizzo, per un range di erogazione compreso fra i 1.500 e i 5.000 giri/min, raggiungendo il massimo del rapporto al règime di 4.500 giri. Sotto la soglia dei 1.500 giri e quindi per garantire un avviamento pronto, sempre perfetto, il mix di aria-carburante viene impostato dall’elettronica su un rapporto di circa 13kg di aria per 1kg di carburante.
I benefici del sistema risultano essere dunque più evidenti quando il motore opera a carichi parzializzati e a règime fisso, cioè nelle condizioni di utilizzo più comuni per i diportisti, siano essi crocieristi alla ricerca della caletta più suggestiva o pescatori che devono raggiungere il loro spot preferito per cimentarsi nell’arte dell’alieutica.
Il Lean Burn Control System permette di abbattere i consumi in maniera significativa senza penalizzare le prestazioni dei fuoribordo Suzuki, contribuendo altresì alla riduzione delle emissioni nocive.


10/05/2017 21:06:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Campionato Italiano Assoluto d’Altura: due prove per tutta la flotta

Ottimo avvio nelle acque di Monfalcone per il massimo appuntamento tricolore d’altura

Tutto pronto per la 21.A Edizione della Cooking Cup con il nuovo Title Sponsor Prosecco Doc

Compagnia della Vela di Venezia e Barcolana assieme per lo sport marketing nelle regate in Alto Adriatico

Dopo il trionfo europeo Petite Terrible-Adria Ferries rientra in Italia per il terzo evento di stagione

Alcatel J/70 Cup, che prenderà il via venerdì 23 giugno grazie all'organizzazione di J/70 Italian Class, con il supporto della Fraglia Vela Riva

Sled si porta al comando nella prima giornata dell'Audi Sailing Week

L'americano Sled timonato dall'armatore Takashi Okura ha condotto i giochi fin dal primo gate di poppa, con un distacco di circa 150 metri sul secondo classificato, l'inglese Alegre con alla tattica il velista di America's Cup, Andy Horton

Silvia Zennaro sale in prima posizione nella terza giornata di regata a Kiel

Carolina Albano (CV Muggia) scende in 16° posizione a causa dei tre 14° posti di oggi e Valentina Balbi (YCI) scende anche lei in classifica e ora occupa la 23° posizione

VIDEO - America's Cup: è ancora New Zealand

Peter Burling sta massacrando James Spithill, alla faccia di chi non credeva che fosse abbastanza aggressivo o forte in partenza

Una frizzante prima giornata a Riva del Garda

Un pomeriggio tipico gardesano, con un'Ora inizialmente raffinata e tesa fino a 20 nodi, poi in diminuzione, ha assegnato la prima vittoria della serie alla neocampionessa europea Claudia Rossi a bordo di Petite Terrible-Adria Ferries

Domani al via il Campionato Italiano Assoluto Altura "Trofeo Stroili"

Campionato Italiano Assoluto Vela d’Altura 2017 “Trofeo Stroili” da domani le prime regate. Stasera, martedì 20 giugno inaugurazione dell’Hannibal Village

Tutti i vincitori del Campionato Italiano Assoluto Altura "Trofeo Stroili"

Campionato Italiano Assoluto Vela d’Altura 2017 “Trofeo Stroili”: i vincitori assoluti e di classe. Le voci dei protagonisti, le storie di banchina, le emozioni di un Italiano da ricordare

Marina di Scarlino: partito il raduno degli Swan classici

Diciotto le imbarcazioni partecipanti, dal celebre Swan 36 (il primo modello costruito in casa Nautor) allo Swan 76. Va in archivio con una splendida giornata di sole e vento termico il primo di tre giorni di veleggiate costiere

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci