martedí, 24 aprile 2018


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

guardia costiera    regate    benetti    classi olimpiche    rs:x    circolo vela gargnano    club nautico versilia    volvo ocean race    libri    disabili    marevivo    azimut yacht    windsurf    laser    ufo22    monotipi    melges20    melges 20   

MINITRANSAT

Ambrogio Beccaria partito per la Mini-Transat

ambrogio beccaria partito per la mini transat
redazione

 
Un buon inizio per Beccaria che, con 10-15 nodi da Ovest, sceglie la sinistra del campo, cosa che gli ha permesso di arrivare alle boe di disimpegno tra i primi 10 “serie”. Dopo una nottata tutta di bolina stretta, questa mattina il navigatore milanese procede di bolina larga, mentre sembrano persistere le condizioni di vento leggero. Alla Grande Ambeco conferma dunque il suo nono posto e il primo tra le barche di vecchia generazione.
“Fino a Capo Finisterre”, ha detto Beccaria poco prima della partenza, “non ci prenderemo troppi rischi, facendo una rotta abbastanza diretta perché c’è molta incertezza: i due modelli meteorologici sono discordanti. Probabilmente passeremo tra il DST (Zona Interdetta alla Navigazione) e la costa, e poi da lì cercheremo di scappare della poca aria vicino alla costa del Portogallo”.
L’outsider 
Due volte campione italiano e sempre primo delle barche “appuntite” di vecchia generazione, Beccaria è per “Course au large”, la prestigiosa testata francese, “l’outsider che potrà entrare nella Top Ten con una barca di seconda generazione”. Dopo tre anni di strenuo lavoro, il giovane navigatore realizza finalmente il suo sogno: partecipare alla Mini-Transat, la regata atlantica che è una vera e propria porta d’ingresso per la navigazione in solitario d’altura. Forte dell’exploit compiuto nel 2016 su “Alla Grande Ambeco” alla SAS (Les Sables D’Olonne-Les Acores-Les Sables D’Olonne) e di un palmarès di tutto rispetto, Beccaria naviga a bordo di un pogo2, ma è pronto a sfidare anche gli avversari che navigano su imbarcazioni più veloci. Il navigatore spera infatti nelle condizioni “mediterranee” previste dal meteo, che potrebbero permettergli  di sfruttare la sua dimestichezza con il Mare Nostrum e le sue condizioni più volubili. Oltre a Beccaria, che è anche presidente della Classemini Italia, parteciperanno a questa lunga maratona atlantica altri altri cinque azzurri: Andrea Pendibene, Andrea Fornaro, Matteo Rusticali, Emanuele Grassi e Luca Sabiu.
La ventunesima edizione della Mini Transat
Considerata la “più grande regata d’altura per le barche più piccole”, la Mini Transat è tra le transatlantiche più dure. Si tratta infatti di una competizione in solitario, senza assistenza e senza comunicazione, su imbarcazioni della lunghezza di sei metri e mezzo.
La regata, che oggi compie 40 anni dalla sua prima edizione che fu nel 1977,  (si svolge ogni due anni), è quest’anno di 4050 miglia con 81 partecipanti di 11 diverse nazionalità, di cui 10 donne. Saranno 30 giorni di navigazione circa.
La regata si svolge in due tappe: la prima tappa parte da La Rochelle per arrivare alleCanarie.
Da qui inizia la traversata dell’Atlantico fino ai Caraibi, in Martinica. La durata della prima tappa è di 1350 miglia e dura mediamente 8-10 giorni, mentre la seconda – 2700 miglia- può arrivare fino a 20 giorni di mare.
Uscendo da La Rochelle i partecipanti passano a Nord dell’isola di Oleron, prima di entrare nel temuto Golfo di Biscaglia. In seguito doppieranno Capo Finisterre, costeggiando il Portogallo. Dal Sud del Portogallo fino a Gran Canaria i venti sono generalmente da Nord, quindi si prevede un arrivo alle andature portanti. La seconda tappa parte i primi di novembre: i concorrenti, dopo essere usciti dall’arcipelago incontreranno rapidamente gli alisei fino a Le Marin in Martinica
Navigare senza fronzoli
Gli skipper navigheranno senza nessun supporto tecnico a bordo, niente telefono o computer: sono concessi solo un collegamento giornaliero via radio con il comitato organizzativo per le previsioni meteo e gli aggiornamenti sulle posizioni dei regatanti e il GPS non cartografico. Si può tuttavia comunicare tra regatanti con il VHF.
Un mese di navigazione in solitario tra cielo e mare, in condizioni talvolta dure fa di questa regata una sfida estrema. L’abilità in questa regata non sta solo nel far correre la barca più velocemente possibile: è necessario sviluppare conoscenze di strategia di regata e competenze metereologiche; gestione del sonno, equilibrio nutrizionale, gestione delle emergenze. La regola che connota bene l’Esprit mini, lo “spirito mini”, è proprio il divieto di qualsiasi collegamento degli skipper con l’esterno, cosa che evitare costosi sistemi satellitari e conserva l’approccio tradizionale alla navigazione.
“Porterò circa due liofilizzati al giorno, sono molto veloci da preparare e danno un sacco di energia. Poi ho alcune scatolette da mangiare al volo quando accendere il jet boil (un bollitore da alpinismo) è pericoloso. E ovviamente frutta secca a vagonate, salamini, parmigiano. Sui dolci invece sono più attento perché mi danno una botta energetica troppo forte, e subito dopo mi viene un sonno pazzesco.
Nel tempo ho anche perso l'abitudine di bere il caffè per il gusto, ma lo tengo per quando ho veramente sonno e devo rimanere sveglio... almeno quando mi serve fa effetto. Come dice Giovanni Soldini meglio non mangiare troppo così da avere il cosiddetto “effetto tigre”... più fame hai e più sei arrabbiato e vuoi mangiarti gli avversari”.
“Il meteo è tutto in questa regata. Io ho studiato molto. Spero in condizioni di poco vento che permetteranno alla mia barca di andare più veloce e di giocare la mia carta in più proprio lungo il Portogallo, dove pare non ci sarà tanto vento. Infatti le condizioni più simili al Mediterraneo possono avvantaggiarmi rispetto ai quegli animalacci dei bretoni che sono abituati al ventone. L’Atlantico, non bisogna pensare che sia solo tempeste, anzi. Se come sembra dovrebbe esserci l’alta pressione al terzo, quarto giorno di regata, io sarò contento! Ci vorrà molta pazienza e cercherò di far camminare la barca in qualsiasi condizione”.
“Il Mediterraneo è un mare piccolino, nervoso e infuriato, che può girare da un momento all’altro, è più pericoloso perché te l’aspetti di meno. L’Atlantico è come un gigante buono che ti avverte prima di quello che farà, anche se quando si agita…fa molta più paura”.
 Una barca eco-sostenibile
“La barca è in larga parte eco-sostenbile. L’energia è prodotta praticamente solo da pannelli solari; la barca non ha il motore e ho un generatore che farò andare ogni tre giorni. Avrò pochissimi rifiuti: niente bottiglie di plastica, ho solo taniche, niente vetro, niente carta. Navigando mi sono reso conto che il mare è davvero pieno di schifezze… e sono ancora più attento alla gestione dei rifiuti e dell’energia. Ci sono realtà in Italia che fanno moltissimo per la salvaguardia del mare, una di queste è l’associazione no profit Oceanus che lavora per la tutela e la conservazione degli ecosistemi marini in pericolo e che sono contento di sostenere. Di recente la loro campagna “No more plastic bags” ha avuto molto seguito ed è stata patrocinata dal Ministero dell’Ambiente. Non sembra ma anche distribuire shopper di stoffa da usare al posto dei sacchetti di plastica  è uno di quei piccoli gesti che possono salvare il pianeta”.
Una partita a scacchi
“Mi piacciono le regate tra uguali. La parte che mi piace di più è la strategia. Questa regata sarà come una grossa partita a scacchi con i sistemi meteorologici che cambiano tutta la scacchiera.  Qui abbiamo tutti gli stessi strumenti, ma chi ha la strategia migliore vince”. 
Paure
“La cosa che mi fa più paura, come a tutti, è quella di cadere in acqua, e per questo cercherò di stare sempre legato. Ma mi fa paura anche che succeda qualcosa a terra mentre sono in mare. Il mare in sé mi fa paura, ma la verità è che non ho ancora incontrato le condizioni estreme perché me la faccia davvero … Mi fanno paura anche i fulmini!”.
Una regata “francescana”
“Perché è la vela essenziale, quasi ‘francescana’. La tecnologia a bordo è a dir poco spartana. Non abbiamo strumentazione tecnologica, né motore, neanche un fuoribordo. Abbiamo soltanto una radio vhf per comunicare tra noi ministi (ma solo nel raggio di 10 miglia) e una radio SSB a onde medie con cui possiamo solo ricevere e non parlare. Qui ogni giorno alle 18 UTC ci danno la classifica e la distanza di ogni barca dall’arrivo, tutto qui. Non sappiamo le posizioni degli altri regatanti. Non abbiamo un GPS cartografico, dobbiamo calcolare la nostra posizione a mano e quando sei in mezzo all’Atlantico, infreddolito e bagnato può non essere un’operazione semplice. Io comunque gioco d’anticipo e cerco di preparare prima molti waypoint sulla carta”. 


02/10/2017 11:45:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

North Sails invela il Farr 400 Freccia del Chienti

Ad occuparsi del progetto vele è stato Stefano Schiaffino del team North Sails che, su mandato di Paniccia, ha sviluppato un set completo, pensato per coprire qualsiasi regime di vent

Marina Cala de' Medici, rimettiti in forma con Ego e Volvèr

È un’attività aperta a tutti, è sufficiente iscriversi

Al via la campagna di solidarietà 2018 di Nave Italia

Equipaggi “speciali” da tutta Italia e dall’estero navigheranno per progetti di educazione, formazione, riabilitazione e inclusione sociale

Evo Yachts torna negli USA per il Newport Boat Show

Prossima tappa: Newport Boat Show. Dal 19 al 22 aprile Il cantiere partenopeo sarà presente a uno dei saloni più attesi della stagione grazie alla nuova partnership con Walter Johnson Yachts

Luise Group: nuovi uffici a Portofino, Viareggio, Capri e Castellammare di Stabia

Il viaggio partito da Napoli nel 1847 della famiglia Luise continua dunque nei porti più importanti al mondo, con l'apertura di nuovi uffici e creando addirittura a Napoli nuovi dipartimenti tecnici

Campionato Italiano per Club 2018: al via la 1ª tappa di selezione

L'evento è organizzato dal Circlo Vela Antignano insieme all’Accademia Navale di Livorno e farà parte del programma velico della celebre “Settimana Velica Internazionale Accademia Navale e Città di Livorno 2018”

VOR: Scallywag è arrivato, oggi la Itajaì In-Port Race

Scallywag è arrivato nel porto di Itajaì dopo un lungo viaggio dal Cile, e affronta una corsa contro il tempo per poter prendere parte alla ottava tappa. Gli altri sei team invece si preparano per la Itajaí In-Port Race di oggi

Milano, oltre 150 Marinai d’Italia al 50esimo anniversario del loro monumento

la cerimonia dell’Alzabandiera Solenne con i “fischi del Nostromo”, accompagnata dall’esecuzione dell’Inno Nazionale suonato dalla Banda della Polizia Locale

Ieri Norwegian Cruise Line ha preso in consegna la Norwegian Bliss

La nuova nave di Norwegian Cruise Line debutta in Europa prima di iniziare il suo tour inaugurale intorno agli Stati Uniti. La cerimonia ufficiale di battesimo si terrà a Seattle, nello Stato di Washington

Il Comune di Arzachena e il Consorzio Costa Smeralda per “Adotta una spiaggia 2018”

L’appuntamento che vede 4 classi delle scuole primarie impegnarsi nella pulizia delle spiagge di La Celvia, Capriccioli, Romazzino e del Pevero

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci